Giornata della memoria: per non dimenticare - Fu quel 27 gennaio 1945 il momento della svolta, di un nuovo inizio.
 
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Giornata della memoria: per non dimenticare

Fu quel 27 gennaio 1945 il momento della svolta, di un nuovo inizio.

Come ogni anno arriva questo giorno, pieno di significato, di dolore. Il 27 gennaio 1945 si aprirono i cancelli di Auschwitz, l'orrore venne spezzato. Ebrei, zingari, comunisti, omosessuali, malati mentali e chiunque fosse considerato diverso o avesse degli ideali, una religione non conformi alla massa; venne internato nei campi di concentramento, vittime di violenze raccapriccianti. Subirono un odio ingiustificabile, un odio che non può e non potrà mai essere compreso. Fra camere a gas, inceneritori, stanze da letto così piccole da farti mancare il respiro, la fame che annienta ogni pensiero razionale, dietro tutto ciò spicca la figura del responsabile, di un uomo che predicava la purezza della razza ariana: Hitler. Egli con discorsi persuasivi, convinse l'intera Germania a seguire le sua follia, che poco a poco divenne maggiore e sempre più terribile. Siamo in grado di ripercorrere la "vita" nei campi di concentramento grazie alle testimonianze dei pochi superstiti fra cui Primo Levi che in "Se questo è un uomo" narrò il suo dramma interiore e la sua profonda angoscia. L'incubo di ciò che subì, lo perseguitò come un'ombra fino a portarlo ad una morte suicida. Si può fuggire da tutto, tranne che da noi stessi. In onore della giornata della memoria di quest'anno, Mattarella ha nominato Liliana Segre, sopravvissuta ad un campo di concentramento, senatrice a vita; omaggiando con questo grande onore una donna dai forti valori che ci deve far riflettere su ogni nostra azione o atteggiamento. Un'altra testimone importante dei campi di concentramento è la scrittrice Dacia Maraini, che nell'incontro con gli studenti del Liceo Scientifico M. Vitruvio Pollione, avvenuto il 25 gennaio, ha raccontato della sua esperienza da internata quando era solamente una bambina: con occhi languidi in cerca di ricordi che vanno a riaprire una vecchia ferita, ha parlato di quando la fame era talmente esagerata da costringerla a nutrirsi di insetti mentre la sorella ha avuto un'intossicazione dopo aver mangiato un fiore. Disse che il suo, fortunatamente, non era un campo di sterminio poichè privo di camere a gas, in cui le vittime credendo di andare a fare una doccia dopo un lungo viaggio in realta morivano a causa di un potente veleno, una polverina che veniva buttata dal soffitto ed entrando a contatto con l'acqua si trasformava in vapore, che inalato, spegneva una vita in otto minuti. La nostra storia è macchiata da questo capitolo che ogni anno bisogna ricordare per non dimenticare, per abbattere la violenza nel mondo, il razzismo. Le giovani menti necessitano di essere sensibilizzate poichè saranno il futuro. E come può esserci un miglioramento in un futuro in cui l'indifferenza regna tra l'umanità?


di Gina Desideri


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