Premio Benedetto Croce. Il Vitruvio ha detto sì! - Il Liceo Vitruvio è fra le giurie popolari della XIII edizione del Premio Croce
 
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    M. Vitruvio P. Cultura 03/04/2018 03/04

    Premio Benedetto Croce. Il Vitruvio ha detto sì!

    Il Liceo Vitruvio è fra le giurie popolari della XIII edizione del Premio Croce

    Nella frenetica società di oggi si perdono sempre più di vista quelle attività che non hanno un fine materiale, bensì spirituale. Quelle attività che non hanno la caratteristica, apprezzatissima oggi, di soddisfare nell’immediato uno scopo concreto. La scusa sovente avanzata è la distanza di tali attività dalle comuni possibilità delle persone, in particolare dei giovani, inconsapevoli del fatto che per fermarsi un momento a riflettere non serve essere filosofi nati nel Pleistocene, e che per leggere un buon libro non serve né essere un topo da biblioteca con una gobba di leopardiana memoria, né una anziana signora che, tra un gatto e l’altro, abbia un’infinità di tempo a disposizione. Soffermiamoci sulla lettura: è davvero soltanto colpa del tempo se non leggiamo più? Se ci siamo scordati di come attraverso un buon libro possiamo aprire le nostre menti, squarciare i nostri orizzonti, e vivere per un po’ nel nostro profondo mondo introspettivo? 

    Ci sono però felici casi in cui la scuola cerca di avvicinare noi giovani al mondo della lettura e della cultura. Questo è uno dei principali scopi del Premio nazionale di cultura Benedetto Croce, indetto anche quest’anno e giunto alla sua tredicesima edizione. L’iniziativa,  che coinvolge classi della maggior parte degli istituti scolastici abruzzesi, si basa sulla selezione del libro migliore tra tre per ogni area tematica: saggistica, letteratura giornalistica e narrativa. Gli alunni sono dunque chiamati a formare una giuria popolare, la cui posizione viene molto tenuta in considerazione dalla giuria tecnica (tra i quali fanno parte nomi internazionali della cultura come Dacia Maraini, Natalino Irti, Luigi Serianni) che alla fine del concorso esprimerà il verdetto definitivo. Un primo incontro c’è stato sabato 10 marzo nell’aula magna dell’Istituto IPSSAR di Pescara: alcune classi aderenti al concorso, tra cui anche la 4B del Liceo Vitruvio di Avezzano, accompagnata dalla prof.ssa Claudia Di Biase, hanno assistito alla conferenza che aveva la duplice funzione di inaugurazione del Concorso e di commemorazione dell’omicidio di Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo 1978. In occasione di questo quarantennio sono intervenuti Marco Alessandrini, sindaco di Pescara, e il professore universitario Giovanni Bachelet, figli dei due magistrati assassinati dalle Brigate Rosse durante gli Anni di Piombo, Emilio Alessandrini e Vittorio Bachelet, stretti collaboratori di Aldo Moro. Gli interventi hanno letteralmente rapito l’attenzione dell’uditorio: Alessandrini ha sottolineato come gli sembri strano, da quarantasettenne, sentirsi figlio di un padre che al momento dell’uccisione aveva solo trentasei anni. È impossibile non parlare con ammirazione di un uomo che, secondo il giornalista Walter Tobagi, anche egli ucciso poi dal terrorismo, era “il prototipo del magistrato di cui tutti si possono fidare”, che “rappresentava quella fascia di giudici progressisti, ma intransigenti, né falchi chiacchieroni, né colombe arrendevoli”. Alessandrini ha ripercorso con i suoi racconti tutta la serie di eventi che ha portato, infine, all’omicidio del padre, quando egli aveva solo nove anni. 

    Caloroso e carismatico, Giovanni Bachelet probabilmente serba più vividi ricordi degli ultimi istanti di suo padre, ucciso cinquantatreenne quando egli aveva quasi venticinque anni. Il “giovane” Bachelet, fisico e politico, ha affermato che avendo respirato in gioventù il fervore politico del padre è impossibile ora per lui non emularne l’esempio, non partecipare attivamente alla politica. L’amore per la giustizia e per la legalità di Giovanni Bachelet emerge dalle stesse parole che dedicò al padre, pochi giorni dopo l’attentato: “Vogliamo pregare per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri”.

    Alla memoria di Aldo Moro è stato dedicato, durante la cerimonia di inaugurazione del concorso, un minuto di silenzio.

    Oltre ai succitati interventi, altri oratori della conferenza hanno sottolineato l’importanza del concorso Benedetto Croce e dello stesso filosofo al quale esso è intitolato, una delle più illustri menti della storia italiana, e soprattutto abruzzese. Benedetto Croce è il filosofo della libertà, e la libertà è una “conquista mai definitiva”. Per Pasquale D’Alberto, promotore e organizzatore del concorso, l’iniziativa vuole essere uno stimolo per i ragazzi a leggere, a commentare e a conoscere l’uomo e il filosofo Croce. 

    Quest'ultimo ha tenuto anche una lezione nel nostro Liceo, lunedì 12 marzo, per istruire nei dettagli la classe partecipante - il 4B - sull’andamento del concorso. Dopo i saluti del Dirigente, Francesco Gizzi, e il suo caldo invito a fare tesoro di tali opportunità di crescita culturale, D’Alberto ha evidenziato che l’iniziativa è anche propedeutica allo studio universitario, in quanto preparerebbe alla lettura con commento critico, fondamentale in ambito accademico. Mentre nelle prime edizioni i ragazzi non erano coinvolti, la giuria tecnica ha deciso di estendere il progetto anche alla giuria popolare per ottenere una rinomanza maggiore nel territorio abruzzese, e non operare invece in un contesto puramente tecnico e isolato. 

    D’Alberto ha poi commentato brevemente ognuno dei tre libri selezionati per l’area tematica scelta dal nostro Liceo, la saggistica. I testi che quest’anno classi come il 4B affronteranno e giudicheranno sono: Malacarne di Annacarla Valeriano, sulle tragiche storie del manicomio di Teramo in epoca fascista; Postverità e altri enigmi di Maurizio Ferraris, che verte invece sulla difficoltà odierna nel trovare la verità nel mondo del web, tra miriadi di fake news, e infine Dieci lezioni sui classici di Pietro Boitani, che evidenzia come le opere dell’età classica abbiano influenzato e continuino a influenzare enormemente il pensiero occidentale. 

    Attualmente la classe partecipante è già immersa nella lettura dei tre stimolanti saggi. L’avventura del Benedetto Croce è appena cominciata!

    per ulteriori curiosità: http://www.premiocroce.it/   

    la classe IV B del Vitruvio con Giovanni Bachelet

    di Andrea Baiocco


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