Sabrina Carreras: una passione per la vita - La giornalista di Rai3 si racconta in un’intervista
 
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    Sabrina Carreras: una passione per la vita

    La giornalista di Rai3 si racconta in un’intervista

    In questo periodo così strano e limitante, abbiamo trovato nuove strade per incontrarci in modo virtuale, ma che ci permettono comunque di sentire e conoscere una persona anche attraverso lo schermo. Tramite videochiamata infatti è avvenuto l’incontro con Sabrina Carreras, giornalista del programma “Presa Diretta” di Rai3. In un angolo illuminato dal sole attraverso la finestra, tra scaffali di libri e raccoglitori, risaltano gli occhi chiari della giornalista nel pieno della sua carriera che parla del suo lavoro costantemente con il sorriso. Un dettaglio che ci dice molto sulla nostra intervistata che trasmette anche attraverso uno schermo – cui è abituata data la sua decennale esperienze nel programma di approfondimento Rai - un forte entusiasmo e una passione sempre più viva, qualità non scontata in chi fa lo stesso mestiere da anni.
    La sua passione in fondo la accompagna da tutta la vita, o quasi. Racconta infatti Sabrina che alle medie ha avuto la fortuna di conoscere il suo potenziale e dice: “Ero bloccata nello scrivere finché un insegnante non mi chiese di fare un tema solo per me, descrivendo il muro che stava davanti la scuola. Un tema impossibile! Ma in realtà l’insegnante mi disse che sarebbe stato un grande esercizio se avessi iniziato a contare quanti mattoni ci fossero, ad interrogarmi sul materiale, sul colore, su chi li avesse fatti, chi li avesse messi insieme, perché fosse stato fatto, se sarebbe potuto essere fatto in un altro modo, allora avrei visto che da un muro si può aprire un universo.
    E così è stato: giornalista non si nasce, si diventa. Alla richiesta di parlare della sua gavetta, la Carreras risponde : “Dalle medie al liceo, ovunque sono andata ho cercato di creare il giornale della scuola con i miei compagni. Il mio papà non è italiano, la mia mamma non ha niente a che fare con il giornalismo e quando, dopo il liceo, dissi che il mio sogno era fare la giornalista, mi dissero ‘Lascia perdere perché nel giornalismo o hai i tuoi santi in paradiso o non hai possibilità, non ci arriverai mai.’ Io sono la dimostrazione che se uno si impegna può arrivare a fare la propria carriera. Non è semplice, richiede tanto sforzo tanta gavetta e la fortuna – che io ho avuto -  di incontrare buoni maestri: delle persone che non solo ti danno opportunità ma hanno anche la generosità di darti la loro esperienza. Ciò detto bisogna essere determinati!
    Proprio la caparbietà e la determinazione sono il segreto della nostra giornalista che ha cercato di collaborare con tutti i giornali che le ne davano possibilità e colto ogni occasione come trampolino di lancio, inizialmente seguendo la cronaca bianca, poi giudiziaria, fino alla prima esperienza televisiva per il telegiornale di Super 3 (rete televisiva romana dal 1977 al 2014). Parlandone, Sabrina sorride rivelando un episodio di quando aveva 17 anni: “Presi le pagine gialle e iniziai a seguire tutte le agenzie di stampa che c’erano o tutti i riferimenti con giornali che misero un numero e mi attaccai al telefono per una settimana intera. Ovviamente nessuno mi accettò per la mia inesperienza e la mancanza di una formazione, ma uno di questi giornalisti mi incontrò nel suo ufficio con altri collaboratori di cui era il caporedattore e mi parlò del suo lavoro, dandomi consigli. Fu un modo per annusare quel mondo e capire che ce la potevo fare.
    La sua più grande occasione è stata la partecipazione ad “Exit”, il programma di inchieste televisivo de La7 condotto da Ilaria D’amico. Oggi la redazione si è divisa tra i programmi “Piazzapulita”, “ Presa Diretta” – come la Carreras – e “Report”.
    Così oggi è riuscita a realizzare il suo sogno e afferma soddisfatta: “Io volevo fare la giornalista televisiva, entrare in una squadra editoriale. Volevo la libertà di fare questo mestiere perché per fare un certo tipo di giornalismo (d’inchiesta, ndr) devi anche sentirti libero di indagare e investigare e poi tutelato nella pubblicazione di verità scomode: avere un editore è importante secondo me per iniziare."
    Sabrina Carreras si è completamente dedicata al giornalismo televisivo, in cui “bisogna metterci la faccia” letteralmente, ma secondo la nostra giornalista non è meno impegnativo di quello scritto, semplicemente una modalità diversa di questo mestiere. Certo c’è qualche difficoltà in più nell’immediatezza, ma “entrambe hanno alla base una grande preparazione e la capacità di adattarsi all’andamento dell’intervista”. Alla domanda “Riesci a rivederti in tv?” la Carreras risponde: “È una domanda interessantissima perché le prime volte è difficilissimo: almeno per me lo era perché sono più riservata e davanti la telecamera le prime volte pativo. Ma anche quando non compari in video la paura di sbagliare domanda era fortissima, soprattutto quando devi fare interviste molto lunghe per arrivare al punto della situazione, a ciò che ti interessa, e poi a casa ti devi sbobinare tutto.. riascoltavo la mia voce e mi dicevo ‘No! Ma perché ho chiesto questo così?’ (ride, ndr). Ma poi uno impara ad avere sicurezza… e soprattutto ad andare veloci!
    Sabrina è una donna che ha scelto di far carriera nel mondo del giornalismo e a proposito di questo afferma: “la mia esperienza personale è stata positiva perché ho avuto la possibilità di mettere a frutto il mio sguardo femminile quando ho scritto il libro sul femminicidio con Riccardo (Iacona, “Se questi sono gli uomini” ndr) che tratta del fenomeno da un punto di vista soprattutto maschile, mentre nell’ultima parte, dedicata agli uomini che avevano usato violenza, era importante il mio punto di vista come donna. In ‘Presa Diretta’ siamo molte donne ed è un privilegio, ma sicuramente nel giornalismo televisivo c’è ancora uno stereotipo femminile  evidente: il mio lavoro è fare notizie, non fare la soubrette. Eppure i commenti che arrivano sono tutti su come una è vestita, se è truccata, se è carina, come se valesse l’esteriorità. In questo momento della quarantena, che cosa si guarda? Si guarda se la giornalista  è truccata, se ha i capelli a posto. Questo per un uomo non varrebbe e ci indica come si pensa ancora che la donna debba essere bella. Non interessa il contenuto, ma il contenitore.
    In un’epoca in cui i giornali cartacei sono sempre più lontani dai giovani, il rapporto tra questi e l’informazione è cambiato tanto. Da una parte l’accesso alle notizie è molto più immediato, anzi si potrebbe dire che queste ci rincorrano comparendo simultaneamente sugli schermi che utilizziamo nella giornata, rendendo l’informazione quasi passiva, dall’altra oggi chiunque può aprire un blog e iniziare a scrivere sul web, improvvisandosi giornalisti e il giornalismo autentico, quello che si svolge nelle redazioni o negli studi televisivi, ci sembra un mondo alquanto lontano. Eppure Sabrina Carreras è la dimostrazione che il questo esiste ancora ed che non si tratta di un mondo inaccessibile, se non attraverso “i propri santi in paradiso”, che per riuscire a far carriera gli ingredienti principali sono la determinazione, la voglia di mettersi in gioco, l’umiltà, il coraggio e il desiderio di dar voce alla verità... e soprattutto l’entusiasmo e la passione che fanno brillare gli occhi solo parlando del proprio mestiere!
                                                                                                                

    di Sara Paneccasio


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